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207. Questa strana ritirata...

 

Da Scritto sulla neve, Carlo Chiavazza, Edizioni Ponte Nuovo, Bologna, 1964

 

Scritto sulla neve copertinaQuesta strana ritirata ha due atteggiamenti: il primo è di chi combatte, un atteggiamento deciso, forte, entusiasta, segnato di speranza; il secondo è sgomento, sofferente, inerme, disperato, vigliacco ed eroico.

Così la marcia, l'attesa, le ore e il tempo hanno due significati per chi cammina in testa e per chi arranca dietro.

Tutto ciò è espresso in due parole: combattenti e sbandati. [...] Tra gli sbandati si intruppano disertori, profittatori, imboscati, ma non furono molti.

La maggior parte era costituita da soldati delle varie armi che avevano perso tutto nelle battaglie precedenti. Militari senza comandanti e comandanti senza militari.

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IN EVIDENZA

Testimonianze
Intervista a Nelson Cenci
Domenica, 07 Luglio 2019 13:44
di Patrizia Marchesini    Rimini, 21 febbraio 1919 – Cologne Bresciano, 3 settembre 2012   [...] Andare, andare chissà dove tra voli di farfalle e frinire di cicale. Andare e non ascoltare la voce degli uomini, non sentire il sonno della vita, non i passi dell’addio fra strapiombi di nuvole. - Nelson Cenci, Quando scende la sera (raccolta di poesie) -

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Notizie
La scomparsa di Guido Bellan
Sabato, 15 Giugno 2019 12:13
        Con profonda tristezza e unendoci al dolore dei familiari, segnaliamo il decesso di Guido Bellan, presidente della sezione U.N.I.R.R. Pedemontana-Treviso. Classe 1921, era partito per la Russia nel '41 con il C.S.I.R., assegnato al IV Gruppo Artiglieria Contraerei (cannoni da 75/46).

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Notizie
Ci ha lasciati Guido Vettorazzo
Mercoledì, 12 Giugno 2019 14:50
   12 marzo 1921 – 11 giugno 2019   Con grande rammarico abbiamo appreso che ieri alle ore 15.00 si è spento il professor Guido Vettorazzo, reduce notissimo del Battaglione Tolmezzo (8° Reggimento alpini, Divisione Julia). L'intervista con cui Guido aveva raccontato la propria esperienza al Fronte Russo – in origine pubblicata nel sito www.centoventesimo.com (ora inattivo) – era stata messa in evidenza nel nostro sito il 12 marzo scorso per festeggiare il novantottesimo compleanno di questa persona speciale.

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Recensioni
Stelio Dorissa, Il fronte russo nelle lettere di un alpino della Julia
Lunedì, 20 Maggio 2019 13:08
  Recensione di Patrizia Marchesini   Stelio veniva da Fielis di Zuglio, località che oggi conta una sessantina di anime. Era nato il 23 agosto 1922 e quando partì per il Fronte Russo – il 7 agosto ’42, come riporta il Foglio Matricolare – mancavano pochi giorni al suo ventesimo compleanno. Un ragazzo, dunque. Che i tempi e gli eventi renderanno uomo in fretta.

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Notizie
L'impatto della Campagna di Russia sull'economia del Regno d'Italia - Tesi di laurea di Alessandro Brugnatti
Giovedì, 09 Maggio 2019 15:23
    Alessandro Brugnatti si è rivolto al nostro forum nel giugno 2015, nel tentativo di capire cosa accadde al prozio Eolo Brugnati, assegnato alla 10ª Compagnia del III Battaglione del 277° Reggimento Fanteria (Divisione Vicenza). Eolo, infatti, non era mai tornato a casa: come per tantissimi altri fanti della suddetta Grande Unità, di lui si persero le tracce in quell'inverno...

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Recensioni
Giovanni Di Girolamo, Prigionieri della steppa
Giovedì, 02 Maggio 2019 21:00
  Recensione di Riccardo Bulgarelli   Conosco Giovanni da tempo e sono probabilmente il meno indicato per recensire il suo Prigionieri della steppa. Tuttavia l’ampia messe di dati che fornisce e l’orizzonte a 360 gradi attraverso il quale affronta i vari aspetti di quella che fu “la storia della Celere e del 3° Reggimento bersaglieri in Russia”, sottotitolo del libro, mi rendono grato ancorché doveroso il compito.

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Testimonianze
Intervista a Guido Vettorazzo
Martedì, 12 Marzo 2019 14:35
 di Patrizia Marchesini   Guido e la moglie Ilia, purtroppo scomparsa nel 2018   Guido Vettorazzo – al Fronte Orientale con il Battaglione Tolmezzo (Divisione Julia) – non ha bisogno di presentazioni, in quanto è ben noto a chi si occupa di Campagna di Russia... L'intervista che segue è il frutto del nostro primo incontro (risalente all'autunno 2011) e venne pubblicata – allora – nel sito www.centoventesimo.com (dedicato al 120° Reggimento Artiglieria della Divisione Celere), che da qualche tempo non è più attivo. Mi sembra un omaggio doveroso riproporvela oggi, 12 marzo 2019, giorno in cui ricorre il novantottesimo compleanno del caro Guido, cui vanno i nostri auguri più affettuosi...

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Notizie
2 marzo 2019 - Cerimonia di tumulazione presso il Tempio Sacrario di Cargnacco
Giovedì, 21 Febbraio 2019 19:03
      Tra gli scopi che l'U.N.I.R.R. si prefigge da sempre vi è anche quello di "adoperarsi con tutti i mezzi per la ricerca di notizie sui Dispersi e prendere le opportune iniziative per il recupero delle salme e dei resti dei Caduti." (Articolo 3 del nostro Statuto) Per tale motivo sin dall'inizio abbiamo seguito con attenzione quanto stava accadendo nella Regione di Kirov, dove era stata scoperta una sepoltura comune di dimensioni ragguardevoli con i resti di un grande numero di prigionieri di guerra... 

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Milano, 23 marzo 2013
Commemorato il 70° della battaglia del Don nella Basilica di Sant’Ambrogio.
Milano S Ambrogio pBasilica di S. Ambrogio

PERDONO
A voi, che siete caduti senza nulla chiedere nel compimento del dovere, noi fortunati superstiti di quella tragica avventura, ci inchiniamo e chiediamo perdono.

Sì, chiediamo il vostro perdono.
Sì, chiediamo il vostro perdono per chi vi ha mandati a combattere a migliaia di chilometri dalle vostre case e poi si è dimenticato di voi.
Chiediamo il vostro perdono per quelli che vi hanno offesi e umiliati, dichiarando che non eravate meritevoli neppure di essere sepolti in terra straniera.
Chiediamo il vostro perdono per coloro che vi hanno rinnegati, paragonandovi a soldati mercenari, voi che non avete servito sotto bandiere di parte, ma che avete combattuto e vi siete sacrificati nel segno del Tricolore Italiano!

Forse non sarebbe così difficile trovare altri che dovrebbero farsi perdonare ed includere in questa preghiera, recitata in Sant’Ambrogio dai giovani Luis Angel Ajroldi e Alessandro Patrini, la cui pari età sommata, risulterebbe identica ai vent’anni dei tantissimi il cui perdono viene implorato. Sabato 23 marzo u.s. nella stessa basilica milanese la nostra Unione ha ancora rinnovato l’omaggio e il ricordo di quanti non tornarono a baita dal Fronte Russo. Anzi, la nostra Presidente Nazionale, cav. Luisa Fusar Poli, così esordiva nel suo saluto di accoglienza: “Con i nostri Caduti, ricordiamo anche i giovani soldati che, dalle missioni di Pace, rientrano in Patria avvolti nel tricolore”. Tutti erano quindi chiamati ad una commemorazione corale, dalle delegazioni sezionali U.N.I.R.R. presenti (Asti, Friulana, Lecco, Milano, Parma, Stradella, Torino), ai rappresentanti di molte altre Ass.ni d’Arma e civiche, ai numerosi fedeli che gremivano Sant’Ambrogio, conquistati da quella coreografia solenne e rievocativa di inusuale maestosità. Nella parte più avanzata del presbiterio spiccava il Medagliere Nazionale della nostra Unione, poi a lato dell’altare i gonfaloni comunali, mentre l’intero abside era gremito di labari, vessilli, bandiere, gagliardetti che si protendevano verso il grande mosaico del catino, il quale sembrava voler accomunare in un grande abbraccio tutti i caduti simboleggiati dalle differenti insegne. “Cade quest’anno il 70° del ripiegamento dell’Armata italiana in Russia e della battaglia di Nikolajevka - ha aggiunto Luisa Fusar Poli - una ricorrenza carica di memorie soprattutto per coloro che ebbero un familiare fra i Caduti e i Dispersi in quell'infinito turbine di neve, di gelo, di fuoco e di sangue. È un momento riservato al ricordo; l'impegno di onorare il sacrificio di tanti padri e fratelli ci chiama qui e ci spinge a ricercare un incitamento da contrapporre ad una realtà che fu tanto disumana. Il loro sacrificio non è stato vano. Le ragioni politiche per i nostri padri o fratelli che furono sacrificati nelle gelide steppe russe appartengono ormai alla storia. È storia che non vogliamo dimenticare, ma commemorare, ricordando l'olocausto di tante migliaia di nostri soldati inviati a combattere una guerra non loro. Tuttavia, tennero fede con eroismo ed onore alla Patria ed alla Bandiera”.
A quegli ormai lontani fatti d’arme ha fatto riferimento anche il celebrante Mons. Giovanni Giacomelli, Capo del Servizio Spirituale Interforze, nell’accentuare l’ostinata determinazione con la quale i nostri affrontarono gli ultimi scontri durante il grande ripiegamento, al solo scopo di aprirsi una strada verso il rimpatrio. Rappresentava la Giunta e il popolo milanese il Gonfalone comunale scortato dall’Assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran il quale ricordava come la battaglia del Don fosse stata una delle più sanguinose e avesse causato la morte di decine di migliaia di nostri soldati. Soldati che avevano assolto il proprio dovere nonostante l’inadeguatezza degli armamenti e che grazie alla loro tenacia e al loro coraggio avevano tenuto un comportamento straordinario, aprendo la strada - sia durante il ripiegamento, che dopo, assieme al popolo italiano - nell’affrancamento dalla dittatura e verso la rinascita del paese. E concludeva: “Ricordare oggi il sacrificio e l‘eroismo di questi nostri connazionali è un’occasione per ribadire ai giovani l’assurdità della guerra. Spetta a noi onorare degnamente la loro memoria, non solo oggi in occasione di questa manifestazione, ma ogni giorno”.
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva inviato un suo messaggio, che riportiamo a parte. Con commozione, il reduce 91enne Carlo Allievi recitava la Preghiera del Disperso, accompagnato sommessamente dal Coro Alpini di Melzo, che aveva solennizzato l’intera celebrazione del sacro rito. Quindi, preceduti dal picchetto armato, tutti raggiungevano il vicino Sacrario per gli onori ai Caduti di Russia con la deposizione di ghirlande. Onori ai pochi Caduti laggiù riuniti, come ai più disseminati nelle numerose fosse comuni. Scendere le rampe del Sacrario ricorda la discesa nell’Ade, il regno greco-latino dei morti. Si prova un senso di oppressione e sofferenza, la sofferenza che causò quelle morti. Morti sacrificali, e il sacrificio è la rinuncia di qualcosa in vista di un fine. Molti di loro si sacrificarono perché altri vivessero. Ma i più morirono a causa di un evento - la guerra - superiore alla loro volontà, alle loro forze. A noi trarre i dovuti insegnamenti perché non si ripropongano le condizioni che provocarono l’evento.

Giovanni Vinci

 

 

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