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Ricerche di militari

Prima di postare domande relative a ricerche di militari, si prega consultare la guida che abbiamo creato al seguente indirizzo:
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× Richieste di aiuto nelle ricerche

Luigi Capanna autiere

30/11/2017 11:14 #1 da Fontana
Buongiorno, mi chiamo Claudia ed abito a Milano. Da tempo, a periodi alterni e con scarse speranze mi sto interessando della sorte del fratello di mia madre, autiere disperso in Russia . Solo quest’anno, mi sono messa d’impegno e seguendo i vostri consigli ho richiesto il foglio matricolare da cui ho saputo qualcosa di più.
Ecco i dati della scheda dell’UNIRR:
LUIGI CAPANNA nato a Tortoreto (Te) il7 febbraio 1921.
Corpo militare: 8° RGPT. d’Arm. Auto
Grado: Caporale
Data del decesso 19 dicembre 1942
Località non nota
Ecco i dati del Foglio Matricolare:
15 settembre1942 nel 15° Regg. Autieri
31 ottobre 1942 aggregato al 9° Regg. Bersaglieri, trasferito al 243° Autorep. Pesante/ centro di mobil. 3° Regg. Autieri. Partito dal territorio dichiarato in stato di guerra.
12 novembre 1942 Partito per la Russia per raggiungere il Rep.
2 dicembre 1942 giunto al reparto mobil.
19 dicembre 1942 disperso in seguito al fatto d’armi nella zona di Krinitza-Radchnskove (Russia).
6 agosto 1942 rilasciata dichiarazione d’irreperibilità del 3° Regg. Autieri Milano.

Quindi 17 giorni per morire in Russia
In questi giorni ho girovagato sulla cartina della Russia ed ho creduto di essere riuscita ad individuare le due località indicate nel Foglio matricolare, ma il mio entusiasmo si è spento quanto ho visto che distano 250 Km. praticamente lungo tutta la linea del Don sede degli scontri. Leggendo nei siti di Internet ho immaginato di collocare la presenza di mio zio a Stalingrado prima e poi a Kantemirovka. Ma mi rendo conto che sono solo mie supposizioni, non ho niente che lo possa confermare, non sono in possesso di alcuna lettera o cartolina che penso non abbia nemmeno avuto tempo di scrivere, visto il breve tempo, o se l’ha fatto, ormai i miei nonni, suoi genitori, sono morti da tempo e non è rimasto niente dei loro documenti.
Questo è tutto e visto che anche io ora mi sto disperdendo nella immensa distesa della Russia chiedo il vostro aiuto nella speranza di individuare un luogo, abbastanza circoscritto, dove poter immaginare gli ultimi giorni di vita di mio zio Luigi detto Gigino. Potrebbe anche essere stato preso prigioniero dai Russi, ma anche in questo caso, la sua non sarebbe stata più vita, ma solo anticamera della morte. Grazie. Scusate la mia lungaggine, ma come si fa a riassumere in poche righe 70 anni di attesa, di assenza, di speranze e di domande.

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02/12/2017 23:33 - 04/12/2017 00:43 #2 da Patrizia Marchesini
Buonasera, Claudia.

Ci ha raccontato una storia tristissima... come non rimanere colpiti dalle sue parole: 17 giorni per morire in Russia.

Luigi - secondo quanto indica il Foglio Matricolare - partì per il Fronte Orientale, destinato al 243° Autoreparto Pesante.
Quest'ultimo (può verificare lei stessa consultando il Quadro di Battaglia dell'8ª Armata disponibile in questo sito) dipendeva dal LVII Autogruppo Pesante, a sua volta nell'organico dell'8° Autoraggruppamento d'Armata (che dipendeva dall'Intendenza).

Nel Quadro di Battaglia di cui le ho fornito il link, per arrivare al 243° Autoreparto, deve cliccare perciò sull'etichetta Intendenza, e poi su Trasporti... scorrendo la schermata fino a che non noterà l'8° Autoraggruppamento.
Vedrà quindi che il 243° Autoreparto includeva quattro Autosezioni Pesanti (910ª - 911ª - 912ª - 913ª).

Nel volume I servizi logistici delle Unità italiane al Fronte Russo (1941-1943), a cura dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, l'8° Autoraggruppamento viene citato due volte, in merito a missioni compiute nell'autunno 1942 e a inizio inverno 1942-1943, per supportare i Tedeschi che premevano su Stalingrado.

La prima volta (a pag. 146) è scritto che durante il mese di settembre 1942 gli Autoraggruppamenti 7°, 8° e 10° contribuirono a rifornire la 6ª Armata del generale Paulus. Non si riferisce quali Autoreparti furono coinvolti nello specifico, ma tale formazione comprese ben 400 automezzi italiani.
Una settimana dopo, nuovo trasporto a Stalingrado (per rifornimento-munizioni), "eseguito da un autoreparto di 80 autocarri".

L'8° Autoraggruppamento è citato una seconda volta a pagina 149: trasporti ulteriori verso Stalingrado furono portati a termine nel mese di novembre: venne impiegata prima una colonna di 33 autocarri, e poi una colonna molto più consistente di 200 mezzi.
Tale seconda formazione "fu tagliata in due dalle operazioni iniziali della Battaglia del Volga (19 novembre 1942)", che portò in pochi giorni all'accerchiamento della 6ª Armata tedesca a Stalingrado.
"Risultarono dispersi due ufficiali, 72 autieri con 50 autocarri che, ripiegati su Stalingrado, divisero la sorte di quel presidio."

Tuttavia, in quei giorni così drammatici per alcuni degli uomini dell'8° Autoraggruppamento, suo zio Luigi non era ancora giunto in Russia.
Lui arrivò presso il 243° Autoreparto il 2 dicembre 1942.
Così indica il Foglio Matricolare, che in merito alla scomparsa di Luigi menziona due località, Radčenskoe e Kriniča. La zona era quella del XXXV Corpo d'Armata, che ricevette ordine di ripiegamento proprio il 19 dicembre 1942.
E' quindi intuibile che tale giorno non può essere considerato come quello effettivo della sua morte, ma costituisce solo il momento a partire dal quale non si ebbero più notizie di Luigi Capanna.

Per darle un'idea, ecco una cartina che mostra lo schieramento delle truppe italiane sul Don alla data del 10 dicembre... alla vigilia, cioè, dell'attacco sovietico che avrebbe portato le nostre Divisioni di Fanteria (e i reparti a esse di supporto, come gli Autoreparti) ad arretrare... sappiamo che in molti casi i nostri automezzi furono abbandonati in quanto non riuscirono più a proseguire (vuoi per gli inconvenienti legati al clima rigidissimo, vuoi perché gli alleati tedeschi - contravvenendo agli accordi stipulati - non fornirono il carburante necessario al movimento degli automezzi stessi).



Di seguito, invece, una cartina ricavata grazie al sistema WebGis disponibile nel sito www.plini-alpini.net .
Essa mostra un settore specifico della mappa precedente.
Vi ho evidenziato le due località Radčenskoe e Kriniča, che come può vedere risultano distanti pochi chilometri l'una dall'altra.
Probabile che lei avesse identificato altre località omonime o dal nome simile, visto che aveva riscontrato una distanza di circa 250 chilometri tra le due.



Una cartina ulteriore (in cui si può vedere la posizione di Radčenskoe) è disponibile in una delle nostre gallerie-immagini.
Apra la galleria dedicata alla cartografia ; e ingrandisca, cliccandovi sopra, l'immagine A03-00, relativa al settore della Divisione Pasubio (al 27.10.42).

Come lei ipotizza, Gigino potrebbe essere stato catturato, per poi morire in prigionia prima che le autorità sovietiche avessero tempo e modo di registrarne le generalità. Se fosse accaduto questo, di lui non può essere rimasta traccia (negli archivi russi).

Immagino che la data in cui venne rilasciata la prima dichiarazione d'irreperibilità fosse il 6 agosto 1943 (e non 1942).
Poiché è da tanto tempo che si dedica a questa ricerca, potrebbe procurarsi copia anche del Verbale di Irreperibilità.
Si rivolga all'Albo d'Oro (che ora riferisce al Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti), scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Alleghi scansione fronte/retro di un documento di identità valido.
Qui trova un fac-simile che può esserle utile.

Ho davvero apprezzato la sua lungaggine, come lei la definisce... io vi leggo un affetto e una tenerezza infiniti.
Se ha una foto di Gigino, me la invii e la pubblicherò nella galleria-immagini dedicata ai deceduti in Russia...
(L'ideale sarebbe un file .jpg e un formato mezzobusto.)

Un caro saluto.


Patrizia


P.S.
Per completezza di informazioni aggiungo che il 6 gennaio 1943 i Tedeschi chiesero l'immediata costituzione di una Brigata Trasporti Italia da porsi agli ordini di un colonnello germanico.
Siccome all'epoca il Corpo d'Armata alpino era ancora in linea sul Don (avrebbe cominciato ad arretrare il 17 gennaio), i nostri alleati forse ritenevano che vi fosse un esubero di automezzi da potere impiegare...

In merito alla formazione della suddetta Brigata Trasporti Italia, il documento n. 87/sv del 13 gennaio 1943 menziona 24 macchine (da intendersi come autocarri) del 243° Autoreparto Pesante, che erano stati posti a supporto del Raggruppamento Truppe a Cavallo a Nikolaevka.
Nello specifico, poiché si menziona tale località (che sarebbe poi entrata nella leggenda poco dopo, il 26 gennaio, per la battaglia affrontata dalla colonna della Divisione Tridentina), direi che quegli automezzi erano a disposizione del Reggimento di Cavalleria Novara, parte del quale si trovava - appunto - a Nikolaevka dove era previsto che avrebbe trascorso l'inverno.

Il documento n. 87/sv menziona la richiesta di 8.400 litri di gasolio (richiesta inoltrata alle autorità logistiche tedesche) per lo spostamento di tali 24 automezzi da Nikolajevka a Vorošilovgrad.

Altro non ho trovato...
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04/12/2017 15:10 - 04/12/2017 17:11 #3 da Fontana
Gentile signora Patrizia, la ringrazio mille volte mille per la sua puntuale e dettagliata risposta alla mia richiesta di aiuto per la sorte di mio zio Luigi Capanna (di cui allego foto che in data 29 novembre ho mandato a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ma non mi sembra sia stata ancora inserita.)
Man mano che leggevo il suo scritto mi è sembrato di sentirmi più vicina a mio zio Gigino, avendo ormai individuato molto più chiaramente i luoghi in cui lui si trovava nei suoi ultimi giorni di vita (in caso di morte) o di libertà (in caso di prigionia). Ero riuscita anch’io, dopo infinite ricerche, a circoscrivere la zona della sua dispersione, avendo individuato Gobulaja Kirinitza, e Krinitsanaja (da qualche parte ho letto che i soldati la chiamavano “Cristo che naia”) che si trovano proprio in quel territorio. Certo che, grazie a lei, il punto in cui di lui non si è saputo più niente è ormai limitato a pochi Kilometri (8 forse). Le sue varie ipotesi, molto documentate, corrispondono alle mie vaghe supposizioni. Dopo aver navigato in internet e letto molti articoli, mi chiedevo dove la sua tragedia si fosse conclusa: Stalingrado, Zelenj Jar o Kantamirowka? Le domande ora sono le stesse ma so che non sono più sola in questa ricerca. I miei dubbi sul suo inquadramento erano derivati dalla non chiara scritturazione sul foglio matricolare (che ora allego in parte).Qui, infatti, leggo 243 Autoreparto pesante, ma potrebbe essere anche 248?, nello stesso è scritto “Centro di mobil. 3° reggimento Autieri” ma non compare 8° Autoraggruppamento autieri. Non so se è un errore, visto che in effetti dalla scheda dell’UNIRR risulta 8° RGPT d’Arm. Auto.
Inoltre non capisco cosa voglia dire nel foglio matricolare “…aggregato al 9°Reggimento Bersaglieri”
La data dell’irreperibilità in effetti l’ho scritta sbagliata (6 agosto 1943).
Comunque è già tanto quanto sono riuscita a sapere. Grazie a lei sono uscita dalla nebbia assoluta e ogni volta che penserò a lui potrò immaginarlo in quella piccola area della immensa Russia, piccola sì, ma fonte di una grande e disumana tragedia e di immenso dolore.
P.S. Il nome Capanna Luigi non è fortunato perché ho trovato che un omonimo è morto nella prima guerra mondiale il 23 settembre 1917 sul medio Isonzo. I Capanna devono stare lontano dai fiumi!
Mio zio Gigino in verità era nato in una casa difronte al mare, Tortoreto Lido (Te), gli bastava attraversare la strada ed era sulla sabbia. Peccato! era l’unico figlio maschio di mio nonno Roberto ed ora questo ramo della famiglia si è estinto. Mia mamma diceva di lui: “Era bello dalla testa ai piedi. Quando era piccolo, tutte noi sorelle eravamo abbagliate dal colore della sua pelle, dai suoi occhi trasparenti e dalla placidità con cui dormiva. Papà e mamma erano pieni di orgoglio immaginando che cosa avrebbe fatto da grande. Zia Iaietta, felice e fiera di tanto nipote, si dedicò a contemplarlo e a curarlo con il suo inesauribile amore.” (Dal mio libro scritto su di lei “La Capanna felice””

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05/12/2017 21:31 - 06/12/2017 10:49 #4 da Patrizia Marchesini
Cara Claudia,

capisco la sua mamma: vedendo il sorriso di Gigino, non si può non esserne ammaliati. Davvero un bellissimo ragazzo.
Il suo volto fa pensare a un ragazzo allegro e socievole.
L'indirizzo di posta elettronica cui aveva spedito la fotografia (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) è quello della Presidenza Nazionale. Che ancora non mi aveva segnalato la ricezione dell'immagine... forse a causa del gran numero di comunicazioni pervenute in questi giorni.

Per il futuro - dovesse esservi necessità di inviare altro materiale fotografico e/o documentale - tenga presente l'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Nella home-page del nostro sito vedrà un pulsante rotondo --> Condividi la memoria.
Cliccandovi sopra si aprirà subito la schermata di invio-mail.

Ho pubblicato ieri la foto di Luigi, nella galleria-immagini dedicata ai deceduti al Fronte Russo.
Le foto vengono mostrate in ordine alfabetico per cognome, ma in alto e a sinistra nella schermata noterà un campo di ricerca.
Inserendo il solo cognome, verrà visualizzata in modo veloce l'immagine di suo zio.

La medesima foto è stata associata anche alla scheda-dettaglio di Luigi (la scheda che lei aveva già avuto occasione di vedere, e che aveva menzionato nel suo primo post).

I dati che vengono indicati nelle schede dei singoli militare sono desunti dal Ministero della Difesa (l'U.N.I.R.R. è associazione di volontari civili e non detiene documenti di tipo militare come i Fogli Matricolari e i Verbali di Irreperibilità).
Ne consegue che l'appartenenza all'8° Autoraggruppamento dell'Intendenza d'Armata è un particolare che deriva da Mindifesa.
Ed è un particolare che ha un senso, in quanto lo stesso Foglio Matricolare cita il 243° Autoreparto (o il 248°, perché in effetti la grafia pone dei dubbi anche alla sottoscritta).

Anche il 248° era nell'organico dell'8° Autoraggruppamento.
Faceva parte, però, del LVIII Autogruppo Pesante (e non del LVII, alle cui dipendenze era il 243°, come le avevo scritto nella mia prima risposta) e includeva le Autosezioni 926ª, 927ª, 928ª e 929ª.

Insomma, sull'Autoraggruppamento giusto sembra che ci siamo.

Neppure io so spiegarmi il 9° Reggimento Bersaglieri... Ma - dopo una breve ricerca nel web - ho scoperto che tale reparto fu impiegato in Africa Settentrionale. Nell'autunno '42 la situazione per le nostre truppe - su tale fronte di guerra - divenne drammatica (basti pensare a El Alamein) e addirittura per tali eventi bellici sembra che nel novembre 1942 il 9° Reggimento Bersaglieri fosse stato disciolto.

Può essere, quindi, che Luigi fosse stato destinato in un primo tempo al Fronte Africano (come autiere del 9° Reggimento Bersaglieri) ma che per i suddetti eventi bellici la partenza fosse stata annullata.
Ecco perciò il trasferimento a un Autoreparto già dislocato al Fronte Orientale... e la successiva partenza per la Russia, nel novembre 1942.

Nel Foglio Matricolare troviamo menzione anche del 3° Reggimento Autieri: suppongo fosse il Centro di Mobilitazione che smistava eventualmente gli autieri stessi ai vari reparti impegnati al fronte.

In quanto alle altre località che lei cita - Golubaja Kriniča e Kriničnoe (che i nostri soldati conoscevano come Krinitschnaja o Krinichnaya e che alcuni nostri soldati chiamavano con una certa ironia Cristo, che naia) - erano situate nelle retrovie della Divisione Cosseria (II Corpo d'Armata).

Tali località interessarono in modo particolare la Divisione Julia quando essa venne trasferita a sud del fiume Kalitva (a partire dal 16-17 dicembre 1942) proprio per fare fronte alla situazione venutasi a creare nel settore delle Divisioni Cosseria e Ravenna che, arretrando, lasciarono scoperto il fianco destro del Corpo d'Armata alpino.

Allego una cartina ulteriore, anch'essa ricavata grazie al sistema WebGis in www.plini-alpini.net .



Il puntino azzurro corrisponde a Golubaja Kriniča. Subito sotto si nota Kriničnoe.
Per fare un raffronto, ho evidenziato anche Radčenskoe, situata più o meno sul limite di settore tra la 298ª Divisione tedesca e la Divisione Pasubio (quest'ultime, nel periodo che ci interessa maggiormente, quello del dicembre '42, erano le due Grandi Unità che costituivano il XXXV Corpo d'Armata, così come si nota anche nella cartina che già avevo inserito, con lo schieramento alla data del 10.12.1942).

Spero che questi dettagli ulteriori le siano di aiuto... non vorrei averla sommersa con troppe cose.
Non sono in grado di dirle quali fossero le Grandi Unità supportate nello specifico dal 243° Autoreparto (o dal 248°), ma le località di Radčenskoe e Kriniča citate nel Foglio Matricolare sembrano suggerire una dislocazione in appoggio al XXXV Corpo d'Armata.

Un abbraccio.


Patrizia
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05/12/2017 23:36 #5 da Fontana
Salve Patrizia, in verità sono proprio sommersa, ma cercherò di emergere.;) Già quando ho decifrato il diario giornaliero di mio suocero, prigioniero IMI per due anni nei lager tedeschi, scritto a matita su una mini agendina della Guardia di Finanza, me la sono vista brutta, ma ora ne ho fatto un libro. Quindi un po' alla volta cercherò di districarmi anche tra tutte le notizie che mi ha dato, numeri dei reparti, e località cirilliche. Quando penso a lei che risponde sempre ed estesamente a tutte le domande di noi discendenti e parenti di quei poveri giovani sacrificati in Russia, la vedo al computer circondata da centinaia di volumi nella ricerca su internet di conferme di quanto in effetti lei sa già, per cercare di soddisfare il desiderio di sapere di tutti quelli che le scrivono. E poi mi chiedo ma che memoria ha? Lei mi sembra la Treccani, Google, Mozilla Firefox, Crome etc. Complimenti, io non ho mai capito molto né delle cartine geografiche né dell'ordinamento militare. Comunque anche con le poche notizie che ho di mio zio cercherò di scrivere una storia su di lui del quale ho solo la foto che le ho mandato ed una lapide nella cappella di famiglia. Ho dimenticato di dirle che mia madre mi diceva che il fratello era partito volontario e dal fronte scriveva che voleva tornare. In fondo io ricordandolo lo sto facendo tornare. Penso di chiedere anche il verbale di irreperibilita` e scrivere ai Memoriali Russi. Ma vista l'esperienza della prigionia di mio suocero spero che sia morto sotto la neve. Ho visto che quei campi che sono stati tappezzati di morti d'estate sono ricoperti di girasoli,, uno per ogni caduto. Grazie ed Auguri di Buone Feste con affetto Claudia

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05/12/2017 23:53 #6 da Patrizia Marchesini
Eccomi.

La ringrazio per le sue parole... capisco i suoi sentimenti, la sua ansia di definire un dove, un quando, un come.

Finora non gliel'ho detto, ma anch'io sono nipote di un disperso: il mio nonno materno giunse al Fronte Russo all'incirca a inizio dicembre 1942.
Lasciò l'Italia con i complementi destinati al Reggimento Artiglieria a Cavallo.
Di lui restano due sole letterine, una del 2 e l'altra del 6 gennaio 1943.

Poi, nonostante tutte le ricerche da me fatte a partire dal 1999, il nulla... più o meno.

Un reduce di prigionia - deceduto nel 2002 - mi raccontò di avere conosciuto un artigliere che - forse - poteva essere mio nonno.
Alcuni dettagli coincidevano, per altri non vi era certezza alcuna.
Il reduce rammentava il nome dell'artigliere, la provincia di provenienza, il fatto che era sposato da poco e che aveva un bambino o una bimba molto molto piccoli. Ricordava che quell'artigliere era stato in Africa Orientale, nel '36.
Dettagli in qualche modo coincidenti, ma che potevano essere riferiti anche ad altri militari.

Cmq - sempre che si trattasse di nonno Ezio - potrebbe essere morto in un campo lungo il fiume Dvina, nell'entroterra di Arhangel'sk (Arcangelo, città sul Mar Bianco). Ma secondo Mindifesa è ancora oggi uno dei tanti dispersi.

Un abbraccio, e buone feste anche a lei.


Patrizia

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