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Ricerche di militari

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Firmo Bonomi classe 1915 Caporale III Btg., 11a Cmp., 277° Rgt., 156a Vicenza

27/01/2019 18:31 #1 da Sergio
Buonasera, sono il nipote del caporale Firmo Bonomi disperso nella tragica campagna di Russia nella terza decade di Gennaio 1943.
Fino ad un anno fa di mio nonno sapevo solo quanto riportato sulla sua lapide ovvero "disperso in Russia nel 1943".
E' stato un anno di ricerche, lacrime e gioia.
Grazie alle informazioni trovate sul Foglio Matricolare, Onorcaduti, Memoriali Russi, siti web come UNIRR e Divisioni Vicenza, gruppi Facebook come 156a Divisione di fanteria Vicenza, Italiani Brava Gente, ARMIR sulle tracce di un esercito perduto e nei numerosi libri letti sono riuscito a ricostruire una presumibile storia che vi allego.
Mio nonno potrebbe essere caduto nella Battaglia di Popowka la notte del 19 Gennaio 1943, dove morirono 500 ragazzi dei 750 soldati che facevano parte del III Battaglione. Come indicato nel Foglio Matricolare risulta disperso il 23 Gennaio 1943 quando probabilmente è stato fatto il primo appello dai superstiti che hanno raggiunto la colonna in ritirata dopo tre giorni allo sbando.
Da bambino avevo appeso in camera un quadretto con la mappa della ritirata scritto "non possiamo dimenticarvi".
Io non dimentico, sono il frutto delle generazioni che mi hanno preceduto.
Grazie a voi di UNIRR che ci aiutate a non dimenticare.
Sergio
Allegati:
Ringraziano per il messaggio: Patrizia Marchesini

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28/01/2019 20:15 - 28/01/2019 20:17 #2 da Riccardo
Caro Sergio
lettere come la sua compensano e giustificano l'impegno di UNIRR. Grazie !
Il breve ma denso racconto che ha voluto condividere permetterà alla sua famiglia, nipoti e pronipoti, di ricordare un certo nonno Firmo che scomparve in una guerra via via sempre più lontana. Glielo consegni come si consegna una reliquia e ne sottollinei l'importanza. Se vuole può chiedere la compartecipazione della più vicina Sezione UNIRR, mi faccia sapere se le interessa che la metto in contatto (mi scriva a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
Oso intromettermi in questo passaggio per farle notare alcune imprecisioni, presenti nel suo scritto, che sono convinto lei accoglierà come contributo.
Lei scrive: "Il 15 Gennaio inizia la grande controffensiva russa denominata Piccolo Saturno", in realtà quello è il nome con cui venne etichettata la controffensiva sovietica del dicembre precedente. Quella di gennaio si chiamò "Ostrogorzk-Rossoš". Nella prima furono le divisioni di fanteria a ricevere l'urto e dover ripiegare prima e ritirarsi poi, nella seconda il C.A.A.
A seguire aggiunge ".. L' Armata proseguirà la ritirata e solo una parte dei 222.000 uomini dell'ARMIR riuscirà ad uscire dall'accerchiamento e a
salvarsi il 26 Gennaio con la battaglia di Nikolajewka ...", fatto salvo che ci furono almeno due "ritirate" (una a dicembre e una a gennaio e la maggior parte dell'Armata fu coinvolta nel primo ) a Nikoljewka riuscirono a passare i resti della Tridentina e del C.A.A. con elementi del II CdA che la sorte portò a diventare parte del primo.
Sottigliezze che però hanno una valenza , un saluto.
Riccardo B.

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29/01/2019 22:38 - 29/01/2019 23:03 #3 da Patrizia Marchesini
Buonasera, Sergio.

Mi accodo ai ringraziamenti già espressi da Riccardo.

Leggendo la storia di nonno Firmo che lei ha voluto così gentilmente condividere, ho rilevato anch'io alcuni dettagli che forse andrebbero modificati.

In merito al C.S.I.R. è scritto [...] Per sopperire alla mancanza di automezzi [...].
Gli automezzi c'erano, ma in numero purtroppo non sufficiente.
Durante il ciclo-C.S.I.R. l'unica Grande Unità ad avere in organico un autoreparto era la Divisione Celere.
Le altre due Divisioni dovevano spartirsi (con ovvi e innegabili disagi) i mezzi del 2° Autoraggruppamento.
(Se lo desidera può consultare - nella Sezione Storia di questo sito - il Quadro di Battaglia del Corpo di Spedizione Italiano in Russia.)

Nella stessa pagina si parla degli obiettivi mancati dai Tedeschi (Mosca e Stalingrado). La città di Stalingrado non fu uno degli obiettivi del 1941 e i Tedeschi la raggiunsero solo nell'estate 1942, per poi assediarla (con quel che ne seguì).

Fondamentale quanto ha sottolineato Riccardo in merito alla battaglia di Nikolaevka... Forse l'imprecisione è derivante da ciò che si trova nel libro di Arrigo Petacco, che non ho letto ma che - a detta di diversi reduci delle Divisioni di Fanteria - si concentra in modo particolare sul ripiegamento del Corpo d'Armata alpino, contribuendo purtroppo a consolidare l'idea che solo gli alpini combatterono nel tentativo di tornare a casa e alle proprie famiglie e che la battaglia del 26 gennaio fu l'ultima sostenuta da truppe italiane al Fronte Russo.

Scrivo questo senza nulla togliere al valore indiscusso dei reparti alpini e delle altre Unità che, come la Divisione Vicenza, erano state assegnate al Corpo d'Armata alpino.

Infine... la Divisione che ebbe il maggior numero di perdite fu la Cuneense.

Avevo iniziato questo mio commento con l'intenzione di suggerirle la lettura della storia di Agostino Giorgetti (che ho scritto io stessa alcuni anni fa), ma mi sono resa conto che ha già consultato il testo in questione, nel sito dedicato alla Divisione Vicenza.

Un saluto.


Patrizia


P.S.
Il data-base del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti (e di conseguenza anche il nostro elenco caduti e dispersi, desunto da dati Mindifesa) indica un generico 31 gennaio 1943 come data di dispersione di suo nonno... tale data di scomparsa, come di certo saprà, fu assegnata dal Ministero della Difesa a moltissimi del CdA alpino (e dei reparti che da esso dipendevano nell'ultimo periodo) che non fecero ritorno e la cui sorte è tuttora sconosciuta.
Si tratta di data d'ufficio, in mancanza di notizie certe sulla sorte di quei militari, e coincide con il giorno in cui i resti del CdA alpino uscirono dall'accerchiamento sovietico ed ebbe inizio un primo conteggio ufficiale delle gravissime perdite.

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30/01/2019 19:52 #4 da Sergio
Grazie Riccardo per i chiarimenti.
Ho ancora molto da leggere e scoprire di quella tragica Campagna di Russia.
Scriverò via e.mail alla vostra Segreteria per potere essere messo in contatto con la sezione UNIRR più vicina a me.
Saluti,
Sergio

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30/01/2019 19:54 #5 da Sergio
Grazie Patrizia per i preziosissimi chiarimenti.
Devo ancora imparare molto di quei tragici giorni.
Saluti,
Sergio
Ringraziano per il messaggio: Patrizia Marchesini

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Moderatori: Patrizia MarchesiniMaurizio Comunello

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