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102ª Compagnia Marconisti - VIII Btg. Collegamenti

02/08/2020 14:50 #31 da Patrizia Marchesini
Risposta da Patrizia Marchesini al topic 102ª Compagnia Marconisti - VIII Btg. Collegamenti
Per il momento ho letto una prima volta.
Come Ugo, penso sarebbe auspicabile una seconda rilettura, per meglio cogliere tutti i dettagli.

D'acchito, mi pare vi siano piccole imprecisioni di tipo storico...
Ma queste pagine sono - in un certo senso - una sintesi emblematica della Campagna di Russia.
Vi emergono alcune problematiche ben note a chi si interessa all'argomento; ma vi sono anche particolari importanti relativi a una Compagnia Marconisti, e al quotidiano di quegli uomini al fronte.

Inoltre non può non colpire il fatto che tanti militari come Emilio Sari sperimentarono diversi teatri bellici prima di giungere al Fronte Orientale.

Insomma, di nuovo ringrazio per questo ulteriore arricchimento alla discussione.

Patrizia

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02/08/2020 16:30 - 05/08/2020 15:30 #32 da Ugo
Prima di tutto occorre riconoscere che Emilio Sari è stato un personaggio straordinario che ha accumulato esperienze di vario genere nel suo peregrinare dall'Albania, alla Libia, all'Egitto fino ad ammalarsi, per poi passare al fronte Iugoslavo e finalmente a quello russo. Tutto ciò nel breve volgere di 4 anni, che fortunatamente ha avuto il lume di documentare.
Per quanto riguarda la sua esperienza come marconista della 102^ Compagnia, Sari  ha evidenziato diversi aspetti non solo interessanti ma anche tali da permetterci di capire alcuni aspetti relativi all'impiego della stessa compagnia:
1. ORGANICO: la sua sezione  risultava costituita da 1 Sottufficiale, 3 radiotelegrafisti, 1 radiomontatore, 1 motorista, quasi sicuramente 2 conduttori di automezzo ( considerata      la   presenza di 2 SPA 38, di cui uno per la radio A 310)  e almeno altri 3 militari, visto che la foto della sua sezione ne  mostra un totale di 11.
    In qualche riga precedente  Sari dice  che il suo reparto (alquanto consistente) era costituito da una decina di camion "Bianchi" e da una quindicina di motocarri "Benelli" a tre       ruote nonché da  ben 4  stazioni  radio A 310 con trasmettitore "SAPA". 
2. IMPIEGO: la 102^ Compagna marconisti dell'VIII Battaglione Genio, alle dirette dipendenze del Comando CSIR,  era l'unica unità del CSIR che disponesse di marconisti, quindi,       se doveva garantire collegamenti tra diversi Comandi utilizzando risorse dello stesso genere, poteva farlo soltanto decentrando parte dei propri marconisti agli altri Comandi.
    Questo spiega perché la sezione di Sari,   era aggregata alla Div. "Torino". e, immagino, più  precisamente    alla 52^ Compagnia Radiotelegrafisti e telegrafisti della stessa              Divisione, cioè quello più consistente che Sari definisce " il mio reparto", quello con i camion "Bianchi",  i motocarri "Benelli" e 4 radio A310
    Allo stesso modo sicuramente altre sezioni della 102^ Compagnia erano state aggregate alla "Pasubio", e alla "Celere" e forse anche alle altre pedine del CSIR quali il                      Comando  Aeronautica,  il Comando dei servizi logistici  ecc.
    Se così fosse potremmo avere anche un' idea più precisa delle dimensioni della 102^ Compagnia e  dedurre che fosse costituita  da una decina di sezioni analoghe a quella di      Sari,  potenzialmente in grado di sostenere le esigenze di collegamento dei vari comandi, e che  quindi avesse un organico di   circa  120/170 uomini (dati congrui per un                 reparto a livello compagnia) considerando anche il personale  rimasto presso la "capomaglia" compreso quello dell'autofficina.
    Che le sezioni potessero essere una decina sarebbe confermato anche dal fatto che Sari, a Millerovo, nel corso della ritirata, afferma che"  di undici stazioni radio ne erano             rimaste due, la nostra ed un’altra".
3. ASPETTI COLLATERALI: Il diario di  Sari non solo collima perfettamente con quello, preziosissimo, del Serg. Magg. Dante Trespioli , ma talvolta lo integra fornendo dati relativi     ad altre località toccate nel corso della ritirata, soprattutto dopo Woroschilowgrad .
   Molto interessante per me è stato il passo relativo a Jassinowatoja perché conferma i dati in mio possesso e mi dà il conforto di sapere che quasi sicuramente mio padre era       rimasto presso il Comando della Compagnia e non era stato aggregato come nel caso di Sari.
   Infatti ritengo che la Compagnia sia stata ripartita fin dall'inizio delle operazioni, prima quindi che l'VIII  Btg. collegamenti raggiungesse Jassinowatoja il 20 novembre 1941,           con  l'approssimarsi dell'inverno. Essendo poi stata ricomposta a Jassinowatoja a metà dicembre del 1942, è impossibile che mio padre sia stato ritratto in fotografia a     Jassinowatoja in uno scenario decisamente non invernale, segno che si trovava lì in un periodo compreso tra i due inverni successivi.
   

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20/08/2020 16:40 #33 da Ugo
Buongiorno a tutti.
Dopo alcuni giorni di silenzio in cui non sono stato impedito da esigenze sanitarie connesse con il COVID, e non sono neanche stato in ferie, ma mi sono dedicato a diverse letture e ricerche sull'argomento in titolo, mi rifaccio vivo per un paio di commenti.
Il primo si riferisce alle due meravigliose foto fornite gentilmente da Guido relativamente alla sosta a Vienna il giorno 27 marzo '43 della tradotta che trasportava la 102^ Compagnia Marconisti. Come avevo commentato subito dopo, avrei anche potuto "immaginare, con gli occhi della fantasia, la presenza di mio padre" sulla stessa tradotta.Devo, però,  fare marcia indietro e mettere un freno alla fantasia e all'entusiasmo! Non avevo tenuto conto di quanto riportato sul  foglio matricolare: Mio padre era stato rimpatriato e giunto al Comando tappa di Tarvisio il giorno 19  marzo, cioè 8 giorni prima di quella foto. 
Ciò ha stimolato il desiderio di nuove conoscenze relativamente alle partenze dei reduci dalla Russia per l'Italia. 
Di seguito alcune considerazioni:
Molti documenti e scritti citano la località di GOMEL (HOMEL) in Bielorussia come la zona di raccolta dei resti dell'8^ Armata. Qualcuno di questi  specifica XXXV C.A. e C.A. Alpino. Ancora più dettagliatamente  copio e incollo quanto riportato da Letizia in merito alla 121^ Cp. telegrafisti nel corso della discussione sull'VIII Btg. Collegamenti:

A Gomel si provvede allo smistamento dei militari secondo i reparti di appartenenza e qui risulta che il IX battaglione riceve l'ordine di trasferire in forza allo comando sia i pochi ausiliari alpini che ave­vano ancora seguito il battaglione, sia i superstiti della 121° COMPAGNIA TELEGRAFISTI per il loro rientro al XXXV Corpo d’Armata.      (leggasi: rientro all'VIII Btg. Collegamenti)

A GOMEL, dunque, bisogna immaginare, l'arrivo disordinato di migliaia di reduci, appartenenti alle più disparate Unità, in tempi diversi, in condizioni igienico-sanitarie terribili, bisognosi di cure, di aiuto, di sostegno, dei quali l'organizzazione in loco si doveva preoccupare di ricomporre le fila, riordinarli in reparti organici, ricoverarli quando necessario in ospedali da campo e predisporli per il rientro ordinato a seconda delle priorità, delle urgenze e, non ultimo, della capacità dei convogli che arrivavano  forse con cadenza giornaliera, per ripartire verso l'talia.
In quelle circostanze occorre riconoscere un grande merito a coloro che curavano una tale organizzazione.
Ovviamente, andando avanti con le letture sull'argomento, ciò che inizialmente immaginavo in svolgimento a GOMEL, incominciava ad essere troppo ingombrante solo per quella località.
Sono quindi emersi i nominativi di diverse altre località legate allo scalo di GOMEL. Ne cito alcune: NOVO BELIZA (non individuata sulla carta), DOBRUS (circa 30 km. est di GOMEL), BABRUISK ( circa 150 km. N.W da GOMEL).
Quest'ultima in particolare è citata dal C.te dell'VIII Btg. come località raggiunta il 25 febbraio dopo essere partiti da NEZHIN (circa 200 km. Sud di GOMEL) tre giorni prima.
Senza scendere in ulteriori dettagli, è verosimile che i reduci dell' ARMIR si siano riordinati in una zona ampia qualche centinaio di Kmq. intorno a GOMEL e rimpatriati, nei limiti del possibile per aliquote ,fino al completamento di ogni tradotta ( forse per blocchi di Sezioni o plotoni, a mano a mano che venivano ricomposti)  senza pretendere  il riordino completo delle Unità.
Ciò potrebbe spiegare perché il Cdo dell'VIII Btg. fosse giunto a BARBUISK il 25.2, perchè Emilio Sari nel suo diario dice di essere giunto in Italia a fine febbraio, perchè mio padre fosse giunto a Tarvisio il 19 marzo e perché il Serg. Magg. Dante Trespioli fosse a Vienna il 27 marzo con una carrozza dedicata al personale della 102^ Compagnia
.
Ho trovato tutto ciò molto interessante anche se non ho trovato risposte precise alle mie domande. Spero almeno di aver fornito qualche spunto per ulteriori considerazioni o approfondimenti.
 
Ringraziano per il messaggio: Patrizia Marchesini

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26/08/2020 14:51 - 26/08/2020 14:53 #34 da Patrizia Marchesini
Risposta da Patrizia Marchesini al topic 102ª Compagnia Marconisti - VIII Btg. Collegamenti
Da quanto ho appreso parlando con alcuni reduci, risulta evidente che quando si parla della raccolta dei superstiti dell'8ª Armata a Gomel' è riduttivo pensare al solo territorio di quella città. Confermo, quindi, quanto ha descritto Ugo.
Per esempio.
Un fante dell'89° Reggimento Fanteria (Divisione Cosseria), pur facendo riferimento a Gomel', venne poi dislocato con altri commilitoni a Klimovo, pochi chilometri a est di Gomel' (si veda l'intervista a Bruno Alquati).

Anche l'allora sottotenente Enzo Luongo (8° Reggimento Artiglieria - Divisione Pasubio), nella sua intervista, parla dei dintorni di Gomel'.
Il giovane ufficiale, essendo tutto sommato in buone condizioni di salute, non venne rimpatriato con i superstiti del proprio reparto, ma fu trasferito al 108° Reggimento Artiglieria della Cosseria.
Ricordiamo, infatti, che per diversi militari sembrò prospettarsi un reimpiego al Fronte Orientale, a seguito del loro trasferimento a reparti del II Corpo d'Armata.

Alle ore 00.00 del 25 marzo 1943 il Comando dell’8ª Armata aveva ceduto al Comando del II Corpo d’Armata italiano ogni autorità sulle Forze Armate italiane in Unione Sovietica. Presi accordi successivi con il Comando Supremo tedesco, il 12 aprile venne ufficializzata la notizia che anche il II Corpo d’Armata sarebbe rientrato in Patria.
Il 22 aprile furono date disposizioni esecutive per il trasporto ferroviario e il 26 aprile iniziò il movimento (conclusosi con le partenze del 22 maggio dalla zona di Gomel').

Saluti.


Patrizia
Ringraziano per il messaggio: Ugo

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