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Ricerche di militari

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Antonio Sacchi, 64° Ospedale da Campo

13/08/2018 13:16 - 13/08/2018 16:44 #1 da Patrizia Marchesini
Per il suo 99° compleanno il reduce Antonio Sacchi, nato negli Stati Uniti il 26 luglio 1919, ha messo in cantiere un progetto insolito: farà dono a parenti e amici di un memoriale (in tutto circa un'ottantina di pagine) che ripercorrono la sua vita.

Antonio partì il 2 dicembre 1942 con l'LXXXIX (89°) Battaglione di Sanità e, al Fronte Orientale, sarebbe dovuto essere incluso nel personale dell'Ospedale da Campo n. 64 (Intendenza dell'8ª Armata).
Sceso dalla tradotta a Kupjansk, raggiunse con automezzi prima Dnepropetrovsk e poi Vorošilovgrad... dove - insieme ad altri - venne aggregato all'Ospedale di Riserva n. 4.

Causa l'evolversi degli eventi, anche i reparti di Sanità dislocati a Vorošilovgrad dovettero arretrare.
Antonio - che aveva il grado di sergente - si trovò con un gruppetto di uomini, privo del supporto di ufficiali che avevano lasciato soli i sottoposti.
Procedette un po' alla ventura, evitando i grossi centri abitati e vivendo (come tanti altri nostri soldati) giorni di freddo terribile, di fame e fatica... con il timore costante di essere catturato dagli avversari.
Vagando in tal modo il gruppo, cui nel frattempo si erano aggiunti altri Italiani, giunse a Har'kov, dove la situazione si presentò abbastanza caotica.

L'8 marzo 1943 venne formato un convoglio ferroviario che poi partì, arrivando a Gomel' nel tardo pomeriggio della medesima giornata.
Per la prima notte in città agli uomini fu offerta una sistemazione su un carro bestiame.
Ma il riposo fu interrotto da un bombardamento aereo che aveva come obiettivo la stazione e che, purtroppo, fece diverse vittime...
Antonio - che insieme ad altri era riuscito a salvarsi riparandosi in un fosso - non avrebbe mai dimenticato ciò che vide il mattino seguente.

Quello stesso giorno, grazie a carrette militari, Antonio e altri uomini della Sanità raggiunsero la periferia di Gomel' e - finalmente, dopo due mesi di peregrinazioni - l'Ospedale da Campo n. 64, che a sua volta era ripiegato dal settore in cui si trovava.
Cominciò così un periodo di calma relativa, durante il quale Antonio e il personale ospedaliero diedero assistenza ai ricoverati.
Questi ultimi non erano tantissimi, a dire il vero, perché una parte degli uomini bisognosi di cure era stata rimpatriata o era in procinto di rientrare in Italia.

L'ospedale era l'unico edificio in muratura della piccola località di Nova Belitza. In zona erano presenti molti partigiani, che di solito non attaccavano le nostre truppe... ma Antonio e gli altri difficilmente si avventuravano all'esterno con il buio.
Anche di giorno era ritenuto prudente non uscire mai da soli.

Gomel' e dintorni erano spesso obiettivo degli aerei sovietici, che cercavano di colpire e distruggere la locale polveriera.
Vi riuscirono il 10 maggio 1943 e il primo scoppio fu - per dirla con le parole di Antonio - apocalittico.
Anche l'ospedale subì le conseguenze di tale attacco: porte e finestre furono divelte e la cucina si trasformò in un cumulo di macerie e rottami.

Antonio lasciò Gomel' il 19 maggio 1943: Minsk, Brest Litovsk, Cracovia, la Germania, Vienna furono alcune delle tappe verso l'Italia.
A Vipiteno trascorse il periodo di contumacia, sino al 13 giugno 1943.

Per riabbracciare i propri cari, tuttavia, Antonio avrebbe dovuto attendere ancora a lungo: prima fu destinato a San Salvatore Monferrato.
Poi vi furono gli eventi legati all'8 settembre.
Dopo molte peripezie e un viaggio avventuroso, Antonio riuscì ad arrivare a Carovigno, in provincia di Brindisi, dove viveva la sua famiglia.

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Ad Antonio, seppure in ritardo, vanno i nostri più cari auguri.



Antonio Sacchi, nel giorno del suo 99° compleanno


Il reduce con i tre figli


Antonio, circondato da nipoti e pronipoti

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Grazie di cuore a Sabino Sacchi, figlio di Antonio, per le notizie e le immagini fornite.


Patrizia
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14/08/2019 08:43 #2 da Patrizia Marchesini
Con grande piacere pubblichiamo tre foto pervenuteci dal signor Sabino Sacchi, che ringraziamo per la cortesia e la sollecitudine.

Il suo papà, Antonio, ha compiuto cento anni! Un bel traguardo...

Il reduce, la cui esperienza al Fronte Orientale avevamo sintetizzato nell'agosto 2018, è stato festeggiato lo scorso 26 luglio presso il Castello di Carovigno (BR).

Ad Antonio un abbraccio grande grande e pieno di affetto da parte nostra.






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30/08/2019 21:16 - 03/09/2019 07:47 #3 da maria cristina chioffi
Buonasera Patrizia,
ho letto con molto interesse la storia del reduce Antonio Sacchi, al quale faccio i miei più sentiti auguri e complimenti. Nella storia è citato l'ospedale 64, al quale Sacchi fu assegnato e che fortunatamente ( !) non raggiunse se non nella primavera del 43. Il 64, in data 7 gennaio 43 ripiegò da Millerowo assediata per un mese, assieme all'837, l'ospedale in cui prestava servizio mio papà. Non so se poi 837 e 64 percorsero lo stesso itinerario nel retrocedere, ma ci sono molti punti in comune tra il racconto di Sacchi e quello di mio padre. Anche l'837 andò a Gomel e vi arrivò il 3 aprile 43 proveniente da Piervomais (un viaggio di più di 1000 chilometri) e anche l'837 fu alloggiati a Nova Belitza in un edificio in muratura. Mio padre partì da Gomel, con l'837, per rientrare in Italia il 14 maggio e anche lui riferisce nei suoi scritti di furiosi bombardamenti in quel periodo e del rischio di agguati partigiani. Come mi piacerebbe parlare con il reduce Sacchi e scambiare un po' di informazioni! Avrei tante domande da fargli. Magari tramite voi gliene arriverà qualcuna: - a Gomel il 64 era con l'837? - ricorda alcuni nominativi di ufficiali del 64 ed eventualmente dell'837? - ricorda se con loro si trovavano anche bambini russi rimasti orfani, "adottati" dai nostri soldati? Quest'ultima domanda mi interessa moltissimo. Io ho una fotografia scattata a Nova Belitza dove sono presenti diversi bambini in uniforme militare italiana (a brevissimo sarà pubblicato il libro di memorie di mio papà e tra le varie foto vi è anche questa citata). Vorrei tanto sapere se questi bambini arrivarono con i nostri soldati fino in Italia.
Ancora tanti tanti auguri caro Sig Antonio!
maria cristina chioffi, figlia di Vittorino, classe 1914 tenente chimico-farmacista dell'837

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03/09/2019 20:48 #4 da Patrizia Marchesini
Salve, Maria Cristina.

Ho appena scritto al figlio di Antonio, fornendogli il link di questa discussione... così potrà leggere ogni cosa.

In attesa di risposta da parte del signor Sabino Sacchi, invio i migliori saluti...


Patrizia

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11/09/2019 13:41 #5 da Patrizia Marchesini
Per Maria Cristina...

Troverà una mia mail, con l'indirizzo di posta elettronica del signor Sabino Sacchi (il figlio di Antonio), nonché una mail da parte dello stesso Sabino...

Un caro saluto.


Patrizia

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