Dal diario del tenente medico Guido Balzani

La tragedia italiana sul Fronte Russo (1941-1943)

Presentazione e coordinamento di Pier Luigi Bertinaria

Fotografie, documenti, testimonianze raccolte da Bruno Ghigi

Bruno Ghigi Editore, Rimini, 1997

 

La tragedia italiana sul Fronte Russo copertinaDiciotto luglio [1942, n.d.r.]

Ci sentiamo sperduti fra le truppe nuove che giungono dall'Italia. Scendono direttamente a Jessinovatoje ufficiali con stivali di copale e speroni, che guardano le nostre divise grigioverdi stinte e lise con commiserazione.

Invece di crearsi fra i soldati spirito di emulazione, serpeggia tra loro un sordo rancore e una mal celata collera.

Senza speranza di avvicinamento [avvicendamento?] vediamo profilarsi il tetro spettro di un secondo inverno in Russia.

 

Ventuno luglio

[...] Il carro bestiame della tradotta entro cui ansimiamo stride sotto un sole che spacca i sassi e sotto un cielo privo di nubi e di vento. Onde di granoturco in fiore e il riso giallo dei girasoli. Un grammofono lancia a destra e a sinistra le note di un Boston a cui fanno eco le cornacchie e i corvi col loro gracidio sordo.

La meta è Rikovo. Il giorno si spegne dolcemente fra i rossori della sera e la candela illumina per qualche istante noi, distesi sulle coperte da campo, poi un buio fresco di stelle e di luna ci fascia con bende oppiate, in uno smarrimento senza fine.

Da ieri pomeriggio siamo fermi in questa stazioncina mezzo distrutta dalla dinamite. Baratto mezza pagnotta con due uova fresche. L'acqua calda nelle borracce ha il sapore del legno.

Passa un convoglio carico di cannoni. Vediamo alcuni soldati tedeschi con dei pani di burro che golosamente, ma senza speranza, divoriamo con gli occhi. [...]

 

Ventisei luglio

In mezzo alla pista l'autocarro in frantumi e i due cadaveri russi con la tuta degli operai afflosciata sulla carne in sfacelo sotto la luce di luglio. Un odore dolce nell'aria. Sul volto di una delle salme un libro aperto che il vento sfoglia.

Il capitano sovietico prono fra l'erba alta, che schiaccia contro il suolo l'impeto dell'assalto interrotto. Il cadavere semi-abbrustolito dalla benzina assomiglia a una verruca della terra. [...]