Da Russia 1941-1943 – Memorie di un Valsoldese in guerra (Annotate da Riccardo Buonvicini)

Lino Bonvicini, Youcanprint Self-Publishing, Tricase (LE), 2013

 

Russia 1941-1943 Memorie di un Valsoldese in guerra copertinaRicevo la cartolina il 12 dicembre 1940. Ho appena compiuto diciannove anni. Mi presento al Distretto di Como.

"Te n'intendi di cavalli e muli?", mi domanda il capitano.

Lui si vede che lo sa già, lo sa più di me, e infatti mi chiamano al 3° Reggimento Savoia Cavalleria che ha sede a Milano [...].

Addestramento a Somma Lombardo, il mio cavallo si chiama Annone, ha uno strano carattere, il trotto disordinato, cado [...]. Mi mandano a Lonigo, presso Verona, dove si sta formando un convoglio del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (C.S.I.R.) [...].

Nella settimana di Pasqua [1941] il mio Reggimento partecipa all'occupazione della Jugoslavia. Torna a Lonigo e il venerdì 17 luglio 1941 parte in treno, uomini e cavalli, per la Russia.

Ci sono anch'io con Quanto, un baio meno bizzarro di Annone.

Il viaggio in treno in carri bestiame con i cavalli verso i Carpazi dura una settimana. Scendiamo dal treno a Borsa, in Romania. [...] attraversiamo i Carpazi a cavallo e sbocchiamo in Ucraina. La prima cittadina che incontriamo è Leopoli, è un mucchio di rovine.

Ci stiamo inoltrando in Ucraina compiendo sessanta-settanta km al giorno, sempre a cavallo.

Il mio Squadrone, il 4°, è comandato dal capitano Silvano Abba. Gli ufficiali di Savoia Cavalleria erano quasi tutti nobili, SIlvano Abba era stato accolto nel Savoia Cavalleria per meriti sportivi. Aveva vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino, 1936, nel tiro alla pistola. Il 24 agosto 1942 Abba pagò con la vita la seconda medaglia d'oro conferitagli alla memoria, per aver partecipato alla famosa carica del Savoia Cavalleria [...].

Una sera il capitano Abba ci informa che la mattina dopo una colonna di camion ci avrebbe caricati per andare al fronte.

 

Viaggio sopra la cabina di un camion. Sono piste, non strade, attraverso una sterminata pianura. Tracce di guerra. Sorpassiamo bersaglieri in bicicletta, sono del 3° Reggimento, è fanteria a piedi. Sentiamo maledizioni in tutti i dialetti italiani. Riconosco fra i bersaglieri Cesco Mariani di Valsolda e Bari, di Cima.

 

 

 

Ringrazio di cuore Annamaria Clausi, la signora Angelina – vedova Bonvicini, che mi ha regalato una copia del libro – e il signor Riccardo Buonvicini, che ha permesso la pubblicazione di stralci del libro nel sito U.N.I.R.R..

Patrizia Marchesini